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Inoltre non compare mai prima della pubertà, allorquando il
profilo ormonale maschile caratterizzato dagli androgeni si differenzia da quello
femminile fondalo sull'alternanza fra estrogeni e progestinici. Tuttavia, benché la
relazione causa-effetto sia ormai certa, non è ancora chiaro come questa attività
ormonale produca la trasformazione cellulitica delle fibre dermiche.
A pari merito con gli ormoni troviamo poi i disturbi
circolatori, responsabili in particolare dell'edema dermico. La permeabilità dei vasi
sanguigni (arteriole. capillari e venule) e linfatici che irrorano la zona aumenta
progressivamente, per cui una parte del liquido che fuoriesce da essi non vi rientra e
ristagna tra le cellule. È per questo che la cellulite si accompagna spesso a gonfiore,
come succede per le contusioni. Non è un caso. perciò, che nei preparali
anticellulìte.
sia per uso mesoterapico che locale, non manchino mai principi attivi antìedemigeni quali
saponine. terpeni, escina, estratti di Centella. Ippocastano, Ginkgo biloba ed Edera.
Tutte queste sostanze hanno infatti un'attività capillaro-protettrice. cioè ripristinano
la normale struttura delle pareti vasai! in modo che gli scambi di liquidi e di soluti
attraverso le pareti stesse possano riprendere a funzionare. E quando l'edema si riassorbe
la situazione migliora.
Ma la cattiva circolazione è responsabile anche dì una
condizione assai frequente nella cellulite e cioè l'ipotermia "a mosaico",
così definita perché la temperatura nella zona interessata varia da un punto all'altro a
pelle di leopardo. La temperatura è più bassa dove c'è una situazione di ristagno; dove
invece la circolazione è normale tale è anche la temperatura. L'aspetto circolatorio ha
quindi un'importanza particolare, perché dove c'è ristagno compaiono sia l'edema sia
l'ipotermia.
Inoltre la pelle cellulitica ha un colore cianotico o
grigio-giallastro, in quanto la ridotta circolazione capillare le impedisce di assumere il
suo fisiologico colorito roseo. Spesso, infatti, non è nemmeno necessario palpare la zona
interessata per riconoscere la cellulite a livello epidermico: l'occhio esercitalo nota
subito i pori dilatati, gli avvallamenti e il colorito livido. E visto che tutto ciò non
colpisce certo una persona dalla sera alla mattina, è possibile intervenire a livello
cosmetico e terapeutico quando la cellulite è ancora ai primi stadi.
Come? Da tutto quanto sopra esposto discende che la strategia
migliore è l'utilizzo di principi attivi che favoriscano nello stesso tempo la
mobilizzazione dei grassi e il riassorbimento dell'edema. partìcolarmente efficaci sono
in proposito la caffeina, gli estratti di Edera, di Ippocastano, di Centella e dì Quercia
marina. La miglior modalità di applicazione di questi prodotti è mediante
automassaggio,
una tecnica innocua, che rende consapevoli de] proprio corpo e stimola la circolazione
emolinfatica rallentata. Analizziamo dunque più da vicino questi principi attivi.
Edera,
alghe, caffeina & C.
L'escina e
l'ederina sono delle saponine presenti
rispettivamente nei semi di Ippocastano {Aesculus hippocastanus) e nelle foglie di Edera
(Hedera helix). Tali sostanze svolgono una marcata attività antiedemigena e hanno un
positivo effetto sulla fragilità e permeabilità capillare, per cui danno soddisfacenti
risultati nel trattamento della cellulite ai primi stadi, dove è evidente l'edema
interstiziale dovuto all'aumento della permeabilità capillaro-venulare. La loro azione si
svolge su tre fonti:
- aumento della resistenza vasale e miglioramento della
permeabilità;
- aumento della rimozione ed eliminazione dei liquidi
ristagnanti nei tessuti;
- azione antinfiammatoria e
anticongestizia.
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